Con la testa tra i monti e i piedi nel mare

 

Con la testa tra i monti e i piedi nel mare

Terreni impervi raggiungibili solo a piedi, per camminatori che possono apprezzare così la grande ricchezza di questa terra a lungo soggiogata dagli assalti dei Saraceni. I Romani la chiamavano l’isola delle capre. Da sempre è stata abitata dagli uomini, per secoli è stata sotto il giogo dei pirati Saraceni che con le loro scorribande rendevano difficile la vita agli isolani. La ricca vegetazione, il mare cristallino, le tradizioni locali e la storia dei popoli ci accompagnano alla scoperta di questo gioiello nel cuore del Mediterraneo. Seconda isola per dimensioni del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, sfruttata largamente dal turismo, il Giglio mantiene antiche tradizioni ancora vive e mostra i segni del suo passato agricolo-pastorale.

IL PERCORSO

Cannelle e Caldane 
3 ore Disl 80m
Arrivo nel pomeriggio a Giglio porto, passeggiata conoscitiva alle Caldane, per iniziare a respirare l’aria del mare e familiarizzare con l’isola. Primo bagno. Poi col bus andiamo a Giglio Castello per la sistemazione nella locanda.

Dai monti al mare
7 ore Disl 400m in salita, 400m in discesa
Escursione conoscitiva della vegetazione e degli antichi manufatti. La calcarea roccia del promontorio del Franco, ci stupirà con le pareti scoscese ed a picco sul mare, il mare visto dal faraglione sembra infinito. Bagno a mare aperto. Ritorno al Castello con la mulattiera diretta.

Lo “nero periglio”
6 ore Disl. 100 m. in salita
Visita alla rocca Pisana ed al castello nel quale i Gigliesi trovavano rifugio durante le incursioni dei pirati. Dal Poggio della Chiusa, che emerge come un maniero sul mare, escursione montana lungo la dorsale dell’isola per scoprire al Poggio della Pagana “i monti nel mare”. Rientro al porto col bus ed imbarco per Porto S.Stefano

 

Thesan - Terre Etrusche
Mercoledì, 28 Maggio 2014 17:07
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